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Beni confiscati alla mafia riutilizzati per scopi sociali

mercoledì 30 settembre 2009

La legge che istituisce ‘l’Agenzia regionale dei beni confiscati’. Cirilli “Si apre una fase unica in Italia nella lotta alla criminalità e al riutilizzo dei beni ad essa confiscati”.

“Con l’approvazione di domani in consiglio regionale, della nostra proposta di legge, si apre una fase unica in Italia nella lotta alla criminalità e in particolare del riutilizzo per scopi sociali dei beni ad essa confiscati”.  E’ questo il commento di Fabrizio Cirilli alla vigilia dell’approvazione della legge pilota “Cirilli – Fontana”. Una legge trasversale, condivisa e approvata all’unanimità nelle commissioni permanenti bilancio, demanio e partrimonio , lavoro e pari opportunità, ed ovviamente in quella speciale sicurezza e lotta alla criminalità, e che domani approderà finalmente in aula per l’approvazione del consiglio. Attraverso questa legge verrà istituita ‘l’Agenzia regionale dei beni confiscati’: un organo che avrà il compito di derimere tutte le controversie e le lungaggini che ad oggi riguardano la confisca dei beni confiscati alla criminalità, e in tal modo snellire quelle procedure che portano all’assegnazione di questi beni per scopi sociali, attraverso il coordinamento ed il raccordo di tutti gli enti preposti.

 “Questa legge – spiega Cirilli -, nasce sulla scorta dell’esperienza maturata nel merito del progetto della “Fattoria Educativa, il casale ed il vigneto tra Borgo Montello e Cisterna che prima apparteneva al clan dei casalesi. Già allora ci rendemmo conto che che le procedure volte a reperire le risorse, ma soprattutto per avere la disponibilità del bene, che nel caso del terreno dei casalesi era gravato da ben due sequestri, erano a dir poco tortuose, e solo grazie alla sinergia con l’allora prefetto ed al mio intervento in veste di presidente della commissione sicurezza e lotta alla criminalità, riuscimmo a mettere in campo il progetto.  Da quell’esperienza è nata la volontà di codificare la sinergia tra i vari soggetti preposti per rendere più snelle le procedure previste dalla normativa nazionale. E questa legge risponde al meglio a tale essigenza perchè ha l’obiettivo di essere operativa in tutte le fasi della confisca del bene: sequestro, confisca, assegnazione e utilizzo e sostegno economico-finanziario. Da una parte, quindi, è volta a unificare e stabilire procedure giuridico -amministrative, dall’altra a  mettere in campo finanziamenti attraverso la creazione di un apposito fondo di garanzia, volto a risolvere eventuali gravami ipotecari che  rendono inalienabile il bene, ma in particolare a garantire finanziamenti di spesa in conto corrente e conto capitale per la ristrutturazione dei beni e per il sostegno alle associazioni e le coopetarive chi li gestiranno per fini sociali. Ad oggi purtroppo, l’assenza di un organismo del genere, ha reso nella gran parte dei casi inapplicabile la legge nazionale e quindi la realizzazione dei progetti. Concludo sottolienando l’aspetto trasversale di tale legge, che ha visto coinvolti in prima persona il sottoscritto ed il consigliere di centrosinistra Enrico Fontana, una dimostrazione vera e non teorica, che di fronte a questioni delicate come al lotta alla criminalità, la politica è in grado di mettere in campo sinergie al di là di ogni colore e appartenenza”.

 

Uff. Stampa Fabrizio Cirilli

0 commenti su “Beni confiscati alla mafia riutilizzati per scopi sociali”

  1. e' tutto vero … riporto la dichiarazione di Enrico Fontana e ne sottolineo con piacere le ultime righe: 

    “Il Lazio è la prima regione in Italia ad essersi dotata di nuovi ed efficaci strumenti per l’utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Con l’agenzia regionale, il fondo di rotazione e di garanzia, si potrà lavorare in maniera concreta per raggiungere l’obiettivo del pieno ed effettivo riutilizzo sociale”. Lo dichiara Enrico Fontana, Capogruppo di Sinistra e Libertà alla Regione Lazio, commentando l’approvazione all’unanimità della proposta di legge “Disposizioni per favorire l’uso sociale dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata”, di cui è stato primo firmatario.
    “Il Lazio è la sesta regione per beni confiscati – ricorda Fontana – Un dato che rappresenta da un lato la pericolosità delle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico regionale, ma dall’altro testimonia l’impegno concreto delle forze dell’ordine e della magistratura nell’attività di contrasto. Su temi così importanti non ci sono appartenenze politiche che tengano e il voto unanime di oggi ne è la dimostrazione concreta”.
    30/09/09

    Enrico Fontana
    Capogruppo di Sinistra e Libertà alla Regione Lazio 

  2. Peccato però che da Cirilli in questi mesi non sia mai venuta una presa di posizione a favore dello scioglimento del Comune di Fondi…

    Da una parte và al vigneto sequestrato a Cisterna ai casalesi a fare la vendemmia, dall'altra silenzio assoluto sul caso Fondi..

    Cirilli in questi anni ha dimostrato in vari modi di essere contro mafie, camorre e ndraghete che attanagliano il Lazio e la provincia di Latina.

    Però credo che sia necessaria una presa di posizione da parte sua sul caso Fondi

    DAVIDE 

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