Il portale dei Quartieri Nascosa e Nuova Latina

Accorata lettera del consigliere Antoci agli agenti della Polizia Locale di Latina

domenica 8 aprile 2018

Il 29 marzo scorso il Sindaco di Latina, l’Assessore alla PL e il Presidente della Commissione Sicurezza hanno incontrato una nutrita rappresentanza del Corpo della Polizia Locale di Latina. Al temine dell’incontro è emerso un certo risentimento nei confronti di “un Consigliere”, eccessivamente critico verso l’operato della PL. Ovviamente so di essere io il “Consigliere” in questione, così come so di non essere la persona più amata dagli agenti della PL di Latina! Non avendo avuto modo di replicare e di interloquire direttamente, mi affido a questo scritto per cercare di esporre compiutamente il mio punto di vista. Cari Agenti di Polizia Locale, sappiate che io sono il vostro supporter numero uno! Vi ringrazio per quello che fate e al contempo vi esorto a fare di più e a farlo meglio… che non necessariamente significa lavorare o faticare di più, ma potrebbe addirittura tradursi in uno sgravio del vostro impegno. Le donne e gli uomini sono la risorsa più importante di qualsiasi organizzazione! Voi siete la risorsa più importante di questa Organizzazione, voi, con la vostra Uniforme e con la vostra visibilità, siete la punta di diamante del Comune di Latina. Latina è una città che soffoca nell’illegalità e questo dato è sotto gli occhi di tutti! Metà delle autovetture sono parcheggiate illegalmente… o contromano, o sulle strisce pedonali, o in divieto di sosta, o in doppia fila. Le regole della strada appaiono come un anacronistico fardello di cui i latinensi si sono sbarazzati da tempo, mentre chiunque si sente legittimato a buttare la spazzatura dove meglio gli aggrada, a far defecare il cane dove vuole senza minimamente curarsi di raccogliere le deiezioni. L’arroganza e la prepotenza hanno preso il sopravvento soppiantando le regole della civile convivenza. Se immaginiamo la legalità come una diga posta ad argine dell’abuso, dell’ingiustizia, del degrado, dei crimini, se la immaginiamo come un baluardo a difesa della civile convivenza, dobbiamo ammettere che questa diga è franata… e noi, a valle di questa diga, cerchiamo pateticamente di fermare l’onda di piena col secchiello. Mi dite spesso che siete pochi; è vero, siete pochi se rapportati alla media nazionale di 1 agente di PL ogni 1.000 abitanti! Ma soprattutto siete pochi in una città dove l’illegalità è la regola di vita, una città dove non basterebbe un Vigile per ogni abitante. La legalità quindi è il problema ma è anche la soluzione. Con questa lettera vorrei trasmettervi l’emozione e l’entusiasmo necessari a cambiare leggermente il vostro atteggiamento e, di conseguenza, cambiare questa città ricostruendo insieme quella diga franata. Voi, col vostro comportamento, potete fare la differenza e, col supporto sinergico di tutta l’amministrazione, potete ripristinare la legalità. Quando passate davanti ad un’illegalità, anche se non vi hanno ordinato espressamente di perseguirla, anche se state andando a fare un altro servizio, anche se siete stanchi, anche se state tornando a casa alla fine di un servizio massacrante, vi prego, date comunque un segnale. La maggior parte delle volte non ci vuole molto tempo, non serve necessariamente fermarsi e perdere 10 minuti per fare una multa, molte volte basta un invito fatto al volo al trasgressore, basta uno sguardo, basta il fischietto (a proposito, ma il fischietto ce l’avete ancora in dotazione?), basta far capire che avete visto l’illegalità. Basta far capire al trasgressore che quello che sta facendo è sbagliato anche se non avete il tempo di fermarvi e fargli la multa. Persino una semplice occhiataccia è meglio dell’indifferenza! Quando un Agente in divisa (sia un Vigile, un Carabiniere, un Poliziotto…) vede un’illegalità… e passa oltre, il messaggio che lancia è devastante! Il messaggio è che “quella illegalità non è più
illegale, è stata sdoganata come comportamento consono, come cosa normale, che si può fare e si può replicare in altre circostanze.” Esempio: ho parcheggiato la macchina sulle strisce pedonali sotto gli occhi del Vigile, il Vigile non ha detto nulla, quindi le macchine si possono parcheggiare sulle strisce pedonali. Vorrei che d’ora in poi fossimo tutti un po’ più attenti, e non parlo solo di voi Vigili, parlo anche di noi Consiglieri, del Sindaco, del vostro Comandante, dei cittadini per bene (che sono la maggioranza di questa città)… far notare ad una persona che sta parcheggiando sulle strisce pedonali che sta facendo una cosa sbagliata, una cosa illegale, che sta violando i diritti dei cittadini, non è affatto una cosa disdicevole! è invece una cosa che ci fa onore! È un preciso DOVERE CIVICO di ogni cittadino, quindi anche vostro. Per voi inoltre è un dovere d’ufficio, ma il dovere civico vi dovrebbe motivare ancora prima del dovere d’ufficio. Prendiamo tutti l’abitudine di non chiudere gli occhi davanti all’inciviltà e davanti all’illegalità! Facciamolo anche da semplici cittadini: quando vediamo un incivile che sta buttando il vecchio frigorifero sulla strada, non giriamoci dall’altra parte! È l’incivile che sbaglia, non siamo noi che glielo facciamo notare a sbagliare. E quando un cittadino vi chiama per segnalarvi dei comportamenti incivili, fate lo sforzo di ringraziarlo, fategli capire che la sua segnalazione è importante e che avrà un seguito, altrimenti il cittadino si disamora e la prossima volta si “farà i fatti suoi”. In questo Comune dobbiamo tutti imparare a ringraziare coloro che fanno delle segnalazioni, e dobbiamo pure imparare a chiedere scusa quando sbagliamo. Ringraziare e chiedere scusa non sono segnali di debolezza, bensì sono sintomi di civiltà! La cosa peggiore è l’indifferenza. L’indifferenza ha ucciso Latina, ha ucciso il senso civico… Latina è ammalata di illegalità… Troppi cittadini e troppi amministratori sono cresciuti all’ombra di una cultura omertosa spesso avallata e consentita anche dalle Istituzioni. Cambiamola insieme questa cultura, facciamo sì che l’illegalità e l’inciviltà diventino FUORI MODA. All’indifferenza sostituiamo la frase di Don Milani “I care” che significa “io ci tengo”, “a me interessa” che è esattamente il contrario di “non me ne frega niente”. Alla cultura del “Non è compito mio” del “non si può fare” del “non abbiamo i mezzi”, sostituiamo la cultura del “se anche è difficile e ci sono pochi mezzi, ce la metterò tutta per farlo”. Sforziamoci di applicare le leggi, i regolamenti e le risorse per fare e non per negare! Capisco le vostre difficoltà, magari non le capisco tutte, ma alcune le capisco, però vorrei invitarvi a non fermarmi alle vostre difficoltà, ad usare piuttosto la vostra energia, la vostra competenza, la vostra professionalità e la vostra intelligenza per riuscire a fare. A tutti i livelli l’Amministrazione Comunale deve smettere di sprecare energie per giustificare perché non si può fare; usiamo invece quelle energie per trovare il modo di fare. È una questione di atteggiamento mentale, è un fatto culturale che può fare la differenza. Vorrei che fossimo tutti orgogliosi e convinti di essere al servizio dei cittadini… vorrei che fossimo fieri della missione che stiamo svolgendo. Se lavoriamo bene, se facciamo il nostro lavoro con passione ed entusiasmo il vostro status e la vostra uniforme incuteranno rispetto! Diventerà normale che in vostra presenza la gente cominci comportarsi in modo rispettoso delle regole e dell’uniforme che indossate… e non come avviene spesso adesso che siete pressoché trasparenti e che la gente non vi rispetta! Ricordo a tutti (a me per primo) che la legalità (specie la legalità delle piccole cose, dei comportamenti quotidiani, delle abitudini) è il baluardo contro le grandi illegalità, contro il degrado civile, morale e materiale, contro la criminalità, contro la mafia e la camorra. Per contro l’illegalità diffusa, specie quella spicciola, quella delle piccole cose (il parcheggio sulle strisce pedonali, non fermarsi allo Stop, non usare la corsia giusta, parcheggiare come capita,
gettare la spazzatura dove capita, non raccogliere la cacca del cane…), crea un atteggiamento mentale malato, crea l’humus giusto affinché possano prosperare ed essere tollerate le grandi illegalità, le mafie, le camorre, i soprusi e le ingiustizie. Oggi viviamo in una città in cui è l’illegalità ad essere normale. Bisogna ribaltare questo paradigma! Sogno un futuro non troppo lontano in cui la legalità dovrà diventare normale! Ripristiniamo insieme la cultura della legalità, la cultura che aborrisce l’illegalità, che non la tollera, perché solo così possiamo fare di Latina un posto civile. Fatelo come atto di amore verso Latina, ma fatelo anche per voi stessi, poiché quando la cultura della legalità prevarrà, il vostro lavoro sarà molto più facile e meno faticoso. Torniamo ad oggi: chi vi chiama la maggior parte delle volte è qualcuno che è in difficoltà, che ha subito un torto o una ingiustizia, una persona fragile che ha bisogno del vostro aiuto. Vi prego con tutto il cuore, non rispondete mai ad una richiesta di aiuto con un “non possiamo farci niente!” perché il cittadino che non ha ricevuto il giusto soccorso dalle Istituzioni potrebbe andare altrove, magari dal Cha Cha di turno, a cercare l’aiuto e la giustizia che gli sono stati ingiustamente negati. Questa Amministrazione vuole ascoltare i cittadini, ma vuole ascoltare anche voi, vuole impegnarsi per mitigare quanto più possibile i disagi del vostro lavoro e del vostro impegno. È giusto che l’organico venga potenziato, è giusto che abbiate l’abbigliamento adeguato, i computer e ogni altro mezzo necessario per lavorare bene. In cambio vi chiediamo dedizione, abnegazione, sacrificio, e vi chiediamo altresì un cambiamento culturale; passare cioè dalla cultura del “Non è compito mio”, “non mi compete”, “non posso farlo”, alla cultura del “me ne faccio carico” “mi importa” “faccio del mio meglio per risolvere”. Ciascuno di voi, col proprio comportamento, può fare la differenza! Certo, sono convinto che serve rivedere alcune priorità e alcune regole d’ingaggio e me ne farò promotore nelle sedi opportune, ma sono altresì convinto della forza che può rappresentare il cambiamento di atteggiamento di ciascuno di voi. Ogni giorno, quando indossate la vostra uniforme, avete davanti a voi una scelta: 1. Potete fare il “minimo sindacale”, fare solo quello che vi è stato detto, vivere con una sorta di paraocchi, smarcare la giornata e tornare a casa dopo un giorno di lavoro con un vago senso di vuoto e di inutilità; 2. Oppure potete affrontare la giornata con grinta e determinazione, con un atteggiamento mentale di chi vuole fare la differenza, di chi vuole dare un contributo fattivo… e tornare a casa, magari un po’ più stanchi, ma con l’impagabile soddisfazione di aver fatto bene il proprio dovere, di aver fatto più del proprio dovere, con la soddisfazione di aver fatto la differenza, di aver contribuito ad essere parte del cambiamento, di aver contribuito alla ricostruzione di quella famosa diga crollata. C’è la massima disponibilità di tutta l’Amministrazione ad ascoltare le vostre difficoltà ma anche le vostre proposte. Questa città dobbiamo cambiarla insieme! Lo dobbiamo ai tanti cittadini per bene che chiedono solo di vivere in una città normale, lo dobbiamo ai nostri figli. Il mio auspicio è che tutta la macchina amministrativa del Comune (sia la parte politica, il Sindaco, gli Assessori, i Consiglieri, sia la parte tecnico amministrativa, e cioè i Dirigenti, i Funzionari, gli Impiegati… e voi tutti del Corpo della Polizia Locale) possa presto essere come una grande orchestra, dove ciascuno suona uno strumento diverso, ma dove tutti hanno davanti lo stesso spartito.

Latina, 7 aprile 2018 Salvatore Antoci

1 commenti su “Accorata lettera del consigliere Antoci agli agenti della Polizia Locale di Latina”

  1. Il senso civico è duro da impiantare.Ho passato anni nella scuola a spiegare a ragazzi delle medie che la classe non è un luogo dove poter lasciare carte e bottiglie sparse ovunque.Il massimo del risultato era pulizia e ordine per qualche giorno e poi punto e a capo
    L’altro giorno mentre raccoglievo cartacce ,bottiglie e lattine in un prato appena tagliato un signore mi ha chiesto:ma non dovrebbe raccogliere chi taglia il prato?Come se carte e bottiglie fossero parte integrante della vegetazione!!!

Comments are closed.

Passa alla versione per dispositivi mobili :: Contatore