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Tagli agli organici nella scuola: Nicoletta Zuliani replica a Armando Cusani

sabato 30 aprile 2011

Lodevole l’impegno del Presidente della Provincia Armando Cusani rispetto al ridimensionamento della rete scolastica provinciale. Sarebbe stato anzi auspicabile che tutte le amministrazioni provinciali reagissero così, ma nei modi e nei tempi efficaci per produrre lo sperato risultato della retromarcia del Ministero della Pubblica Istruzione rispetto alla sua stessa politica dei tagli. Purtroppo, però, dobbiamo ricordare che la parte politica che ha programmato una tale nefasto intervento è proprio la sua. E’ un po’ come scegliere una destinazione, salire sul treno per raggiungere quella destinazione e durante il viaggio voler cambiare direzione al treno stesso…

Ci sarebbe da augurarsi che simili iniziative non vengano semplicemente propagandate al momento giusto, ma poste in essere con urgenza quando la necessità di un intervento forte delle istituzioni a tutela dei cittadini lo richiede. In tal caso all’indomani delle elezioni 2009, anno in cui il Pdl ha programmato questi interventi con la legge 133 e con la 112. Le contestazioni alla cosiddetta riforma Gelmini proprio a questo si riferivano: ai tagli determinati dal Mef senza alcuna resistenza opposta dal dicastero all'istruzione.

Le scelte, infatti vengono prese in un momento storico in cui i cittadini sono distratti dal contingente. Le politiche (sociali, scolastiche, di sicurezza) hanno una programmazione, un iter burocratico più o meno lungo ed in fine vengono realizzate in un momento lontano dalla loro programmazione. I cittadini vivono nel lasso di tempo che intercorre tra quando “parte lo sparo” = programmazione e il momento in cui “arriva e colpisce”= realizzazione. Il più delle volte i due momenti non vengono messi in relazione tra loro. Tuttavia non si può contare su questo margine per far passare rendere pubblica proprio ora in piena campagna elettorale la notizia di un'iniziativa che avrebbe dovuto prendere corpo prima che il disegno di legge fosse approvato o almeno con la pubblicazione dei primi organici tagliati, ma forse, allora, l'urgenza di ammaliare l'elettorato non c'era ancora.

Anche lo scorso anno scolastico la città ha scontato l'inefficacia dei suoi amministratori ritrovandosi all'attivo nelle scuole di ogni ordine e grado un numero di posti ben inferiori alle disponibilità accordate alle altre province del Lazio, nonostante la popolazione studentesca pontina abbia registrato un incremento delle iscrizioni.

E' in questi momenti che risulta evidente tutta la concretezza della ricaduta del rapporto tra la politica e la società. Solo ora si comprendono gli effetti di una scelta politica che opera tagli a spese di quei cittadini che non hanno voce: i bambini delle scuole dell’infanzia, delle scuole elementari, su su fino ai 18 anni. Questa è la fascia dei cittadini che non votano, ma che ha bisogno di un'istruzione di qualità per crescere per far crescere la comunità locale e nazionale. E qualità significa maggiore tempo-scuola e maggiori assunzioni. Le professionalità legate all'educazione sono sempre meno valorizzate nonostante il loro altissimo livello di competenza e contro il trend europeo anche in tempo di crisi. La risposta non è nella retorica politica di una lettera inviata a un dirigente superiore con due anni di ritardo, ma in azioni programmatiche di lungo periodo dotate di costruttività e di progettualità credibili e sostanziali.

Antonietta De Luca

Ufficio Stampa di Nicoletta Zuliani

e-mail: professoressadeluca@gmail.com


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