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Rifiuti: il costo dell’indifferenza

lunedì 29 dicembre 2008

Basta leggere un qualsiasi libro scolastico* per capire che la raccolta differenziata effettuata a Latina è fatta senza criterio, anzi secondo una logica inversa a quella legislativa (ovvero diminuire l’inquinamento, riutilizzare le materie scartate e farle diventare una risorsa, una forma di investimento e risparmio).

 E’ sufficiente un giro di ispezione per constatare la fondatezza di quanto affermato.

Nei cassonetti per i rifiuti umidi si trova di tutto e spesso il materiale organico è contenuto in buste non biodegradabili; sono confusi materiali diversi come vetro, plastica ed alluminio; si raggruppano elementi apparentemente omogenei ma di composizione diversa come carta e cartone.

 

Tutto ciò impone almeno altre tre selezioni: isolamento dei diversi materiali (ad esempio eliminare la plastica dall’umido, oppure separare i diversi tipi di materia prima), successiva cernita (eliminare dal materiale base componenti diversi, come togliere le etichette oppure staccare le parti in plastica dagli involucri e contenitori di diverso materiale), infine, ulteriore suddivisione per qualità (ad esempio vetro scuro e vetro chiaro, oppure tappi di chiusura con concentrazioni maggiori dello stesso materiale).

 

Il sistema approssimativo scelto dal gestore pontino con la complicità dell’Amministrazione Comunale ha come conseguenza diretta un aumento vertiginoso dei costi riferiti ad ogni ulteriore fase di selezione.

 

Tra l’altro non c’è alcun controllo, per cui l’impegno dei virtuosi è sempre più frustrante. Il sistema del codice a barre  inaugurato dal gestore è un flop, perché le etichette nessuno le utilizza; chi lo fa è convinto di effettuare una corretta selezione,  tutti gli altri mica sono scemi, equivarrebbe ad autodenunciarsi!

 

Gli esercizi commerciali, vittime di una scelta improvvida, irrazionale e salatissima (il passaggio illegittimo da Tarsu a TIA), non hanno nessuno stimolo a differenziare i materiali perché dovrebbero dedicare tempo, spazi e personale (ovvero costi) senza alcuna utilità o risparmio.

 

Sono sempre di più i cittadini che abbandonano la raccolta differenziata, consci che a bollette sempre più alte non corrisponde una maggiore pulizia o servizi efficienti; molti, a ragione, si chiedono se effettivamente i loro sforzi, lo spazio dedicato ai diversi contenitori sul balcone, il rispetto dei giorni ed orari di conferimento, siano utili; si fa sempre più spazio la convinzione che tutto finisca in un’unica discarica!

 

Tutto ciò senza considerare i rifiuti ingombranti o quelli speciali (medicinali, pile, vernici, etc.), che costituiscono un vero e proprio pericolo per l’igiene pubblica e la sicurezza di tutti.

 

Presidente di provincia, sindaco e vertici di LatinAmbiente, si sperticano nel sostenere la necessità di inceneritori per la lavorazione dei rifiuti indifferenziati. Forse è proprio questa la ragione: non far funzionare la raccolta differenziata e sostenere la necessità di costosissime strutture … e il cerchio si chiude!

 

Invito Cusani, Zaccheo e Bianchi ad avere il coraggio di abbandonare la raccolta differenziata e dire davvero che cosa vogliono fare. Almeno i cittadini avrebbero un risparmio consistente in bolletta e non si sentirebbero derisi. Oppure, se davvero  credono nella civiltà ed utilità della differenziazione, tornino sui banchi di scuola e leggano i testi destinati ai nostri giovani studenti*, ne sarebbero illuminati perché scoprirebbero come si fa e quali veri vantaggi comporta la raccolta differenziata, quella vera!

 Latina, 29 dicembre 2008 (Giuseppe Pannone)

0 commenti su “Rifiuti: il costo dell’indifferenza”

  1. Concordo con quello che lei dice. Ricordo tuttavia che essendo questa una attività che va a beneficio dei cittadini (oltre che alla intera umanità), esiste un gruppo di persone pagate "ad hoc" per controllare la corretta applicazione delle norme, non solo nazionali, ma anche locali, tra cui la corretta applicazione delle disposizioni comunali sulla differenziazione dei rifiuti urbani. Mi riferisco alla Polizia Municipale, che di tanto in tanto potrebbe effettuare (far effettuare da operatori ecologici) dei controlli di contenuto dei sacchetti e poi risalire al nominativo dell "proprietario" di tale rifiuto dalle targhette con codice a barre, laddove presenti. In caso di erroneo raggruppamento si passerebbe ad una ammonizione scritta (per i primi mesi) e successivamente alla multa (visto che i cittadini sono sensibili al portafogli, … sempre che non "conoscano qualcuno… al Comune" che gliela tolga … ops, l'ho detto!).

    Mi rendo tuttavia conto che a Latina le norme sono solo quelle che fanno piacere alla classe dirigente.
    Spero che con l'anno prossimo la mentalità della gente cambi e, visto che il pesce puzza sempre dalla testa, cambia qualcosa a livello dirigenziale.

     Buon Anno

    Pippo

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