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Calandrini non convince sulla Metro (Tram)

sabato 30 agosto 2008

L’intervento del presidente Calandrini è una escalation di dissimulazioni e convenzionalismi:   

Partiamo con ordine dalla prima affermazione.

 

 

1) “È indubbio, altresì, come lo strumento giuridico, necessariamente utilizzato, il project finance, dove a progettare e firmare gli atti è il privato, possa essere stato, in qualche modo, anche un inconsapevole elemento di limitazione in un più complessivo discorso di informazione sul progetto nella sua globalità”.  Ho capito bene?: il privato decide tutto e firma tutto. Il Comune non decide nulla e non firma nulla e, anche se inconsapevolmente, non ha pensato di informare i cittadini sulla globalità del progetto. Facciamo allora un refreshing  “maccheronico” su cosa è il project financing partendo dall’inquadramento giuridico tanto caro al presidente Calandrini:  Grazie ad un provvedimento di concessione un ente pubblico, titolare di un diritto ovvero di un obbligo a svolgere un certo servizio, trasferisce ad un altro soggetto – prescelto attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – il diritto stesso, autorizzandolo ad utilizzarlo economicamente e  in via esclusiva per un periodo determinato, in cambio della costruzione e cessione gratuita delle infrastrutture strumentali al servizio medesimo. Quindi la disciplina applicabile alla fattispecie del project financing è, secondo un orientamento giurisprudenziale e dottrinario,  quella dei contratti (collegati o misti). Il contratto è l’accordo di due o più parti ….vale la pena ricordarlo?

L’autonomia del privato sta invece solo in questi termini: il progetto dell’opera pubblica viene approntato dal promotore e, se l’opera viene inserita nella programmazione triennale delle opere pubbliche, l’amministrazione emana apposito bando di gara ed innesca la complessa procedura prevista dalla Legge n.109/1994 sugli appalti. Il promotore fatte le proprie valutazioni di carattere economico, assume l’iniziativa nei confronti della Pubblica Amministrazione ed in sostanza decide se finanziare e realizzare l’opera (sempre che ciò coincida con la programmazione delle opere pubbliche pianificata dal soggetto pubblico!)….ma non decide di inserirla nel piano triennale delle opere pubbliche….e non decide, motu proprio, di aggiudicarsi la concessione, ne firma la convenzione (capestro) da solo! Ne ha l’obbligo di fare informazione ai cittadini.  E poi mi chiedo se fa tutto il privato i tecnici del settore Grandi Opere cosa fanno?

 

2) Vale la pena sottolineare, comunque, come la presentazione della Valutazione Impatto Ambientale, abbia poi permesso, a chi ne avesse avuta volontà, di presentare in Regione le personali valutazioni sul progetto metro. Grazie al cielo! Visto che il Settore Grandi opere del Comune di Latina   nega oltre al confronto anche l’accesso ai documenti da parte dei comitati dei cittadini, senza adeguatamente motivare il diniego come previsto dalla Legge.  

 

 

3) Oggi, con le carte in mano, ci sono,finalmente, tutte le condizioni tecniche per poter parlare, concretamente e complessivamente del progetto, delle sue implicazioni, delle sue potenzialità non nascondendo, nel contempo, anche eventuali criticità che dovessero emergere od essere evidenziate. Questa affermazione denota, come già più volte evidenziato dal comitato Metro Bugia, che nessun rappresentante istituzionale locale si è preso la briga di studiarsi un tantino un progetto di tale portata.

Presidente Calandrini le carte ci sono da tempo,  tanto é che noi del comitato ci stiamo ragionando da tempo ed alcune criticità le abbiamo evidenziate e non certo nascoste.. 

 

4) Un dibattito ampio nelle Commissioni Consiliari prima ed in Consiglio Comunale poi, che diventi cassa di risonanza in Città, è certamente auspicabile e doveroso. Da quasi un anno c’è un punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, richiesto da alcuni consiglieri e da lei inserito, sulla necessità di un approfondimento in Consiglio sul progetto Metro, che mai viene discusso ed anzi passa straordinariamente sempre all’ultima posizione. Domanda: anche l’ordine del giorno lo fissa e lo firma il privato e non più il Presidente del Consiglio?

 

 

5) Come altrettanto importante dovrà essere il coinvolgimento delle Circoscrizioni direttamente interessate al progetto. Presidente il progetto è già stato inviato alle Circoscrizioni interessate per esprimere il parere e la Prima Circoscrizione (interessata più di tutte) ha avuto il coraggio di dare parere NEGATIVO MOTIVATO (verbale di Delibera del 18 Aprile 2007). Non le fa onore tutto questo impegno ansioso di coinvolgere le Circoscrizioni se poi non legge neanche il loro parere. E non mi risulta che il progetto sarà portato di nuovo al vaglio della nuova Circoscrizione come invece è giusto che sia dal momento che il progetto ha subito variazioni rispetto a quello già presentato.

 

 

6) anche se da tempo a Latina Scalo, ad esempio, il dibattito è in corso e la popolazione é a conoscenza almeno degli elementi primari dell’opera. E ne è fortemente scontenta. Numerosi sono stati infatti  in tale senso gli articoli di stampa dalla voce di Latina Scalo. Siamo a disposizione per fornirgliene copia.

 

7) Coinvolgere la Città, prima dell’inizio dei lavori…Ecco prima dell’inizio dei lavori è veramente un po’ troppo tardi per rendere partecipi le persone delle potenzialità dell’opera e per permettere, anche, di coglierne appieno e più consapevolmente quale sarà il futuro della Metro sul tessuto urbano e sociale del Comune». Considerato che i lavori non sono ancora iniziati e che i cittadini hanno già accumulato un bel debito (mutuo Cassa Depositi e Prestiti) di 2.300.000 Euro….Se proprio vogliamo rendere il servizio,  che Lei dice,  ai cittadini cominciamo a dirgli la verità .. a partire dal fatto che questo scherzetto costerà un bel po’ e dissanguerà le casse comunali.  

Grazie

Daniela Moscarino, Vice Presidente Comitato Metro Bugia e Past President della Ia Circoscrizione  

 

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