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Corridoio Tirrenico (da Parvapolis)

sabato 29 ottobre 2005

Latina. La viabilità della discordia. Claudio Moscardelli: «Basta insistere sul Corridoio Tirrenico. La sinistra ha da tempo altre idee»
La lettera del Sindaco Zaccheo a Marrazzo fa il paio con quella del Presidente della provincia Cusani a Berlusconi in ordine alla difesa del famigerato “Corridoio tirrenico”, opera che i due amministratori pontini non hanno condiviso in termini di preventiva consultazione e valutazione sulla sua opportunità, rispetto ad altre proposte già in campo e in fase progettuale. «Come allora, quando Storace, dopo tre anni di inattività e di incoerenza con quanto aveva dichiarato all’inizio del mandato (raddoppio della pontina e collegamento Cisterna – Valmontone), il centrodestra pontino si schierò a priori, come fatto politico, così si insiste ancora oggi per tenere una posizione politica, quella del Polo a favore del Corridoio Tirrenico. Il tema non è se occorrano o meno infrastrutture a Latina, ma quali siano necessarie ed opportune. Il programma del centrosinistra è chiaro: raddoppio della pontina e trasversali, ossia Campoverde Cisterna – Valmontone, completamento della ss 156 e adeguamento Formia – Cassino. Attraverso le trasversali avremo l’aggancio all’Autostrada del Sole, unico corridoio europeo che fa agganciare l’arteria vitale per il movimento di merci e persone da e per l’Europa, per tutta la provincia, con maggiore efficacia e minor consumo di territorio. Il raddoppio della Pontina è tecnicamente possibile, con l’inevitabile bypass per Pomezia e Aprilia, come previsto anche per il Corridoio tirrenico, che in alcuni tratti prevede la Pontina come complanare, dopo la rivolta di associazioni e cittadini: prima ci veniva spiegato che non si poteva allineare il percorso alla Pontina. Il sistema di mobilità viaria va completato con alcune altri importanti interventi come la pedemontana a Formia, al fine di dare sbocco all’asse produttivo MOF di Fondi e Porto di Gaeta; la tangenziale Nord a Latina (da Borgo Piave a Borgo San Michele) per liberare il tratto urbano della mediana che spezza Latina in due e per creare una rete ottimale formata dalla nuova 156, la tangenziale Nord e il raddoppio della Pontina, su cui si innesta il collegamento per Cisterna- Valmontone. Avremmo così la possibilità di servire l’Intermodale e l’area della ex Rossi sud, oggi cattedrali nel deserto per mancanza di collegamenti. Accanto alla viabilità per il movimento su gomma, occorre integrare il sistema per avere una mobilità integrata via mare e su ferro. E’ strategica la valorizzazione delle altre due risorse per la mobilità, a partire dalla valorizzazione della tratta ferroviaria Roma – Formia, in termini di facilità di accesso e di servizi. L’emendamento sottoscritto con il collega Di Resta per il finanziamento parziale per 10 miloni di Euro del tratto Latina Scalo – Latina della grande viabilità di P.R.G. rappresenta un altro tassello coerente con la volontà di valorizzare la ferrovia, favorendone l’accesso con la strada alternativa a via Epitaffio, oltre ad essere stata al centro del programma del centrosinistra per Latina e proposto come emendamento sempre bocciato dalla destra al bilancio comunale di Latina. Queste sono ritenute le priorità dal centrosinistra e su questo programma ci siamo impegnati, rispetto ad una proposta come l’autostrada a pagamento Fiumicino – Terracina, che di corridoio europeo non ha nulla e che è inadeguata alle esigenze di collegamento della nostra provincia, finanziata per solo il 10 % con la legge obiettivo, di un governo ormai decotto e a scadenza ravvicinata».

Andrea Apruzzese

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