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Autobus: come funzioni? E quanto mi costi?

lunedì 19 dicembre 2016

Spesso non ci rendiamo conto di quello che c’è dietro i nostri servizi, e quanto ci costano (direttamente e non).

L’obiettivo di questo articolo è di tradurre le informazioni che trovate sui bilanci della società di trasporto pubblico (su autobus) in qualcosa che sia leggibile da tutti. Farò quindi delle approssimazioni grossolane; non me ne vogliano i ragionieri.

I dati qui riportati sono presenti nei bilanci pubblici (se non specificato, 2015) delle società coinvolte (facilmente reperibili in rete, ad es. sul sito ufficiale CoTraL Spa). Ma per chi non vuole leggersi tutto, ecco un po’ di numeri:

  • 61 mila €, l’utile della società di trasporto pubblico (dato 2015)
  • 1.1 milioni di €, i soldi che la società ha versato a MetroLatina SpA
  • 5.30 €, il costo medio del biglietto se non ci fosse il contributo pubblico (per il servizio com’è adesso)
  • 3.2 milioni di €, il contributo pubblico per il 2015 (che sta scendendo)
  • 850 mila €, il costo del carburante e materiali
  • 27 anni, l’età dell’autobus più vecchio (sono due FIAT 471)
  • 414 mila circa, il numero di biglietti e abbonamenti annuali rilasciati((al 2015))

La società ATRAL scrl

Il servizio di autobus comunali (composto dalle linee cosiddette “urbane” e le linee cosiddette “scolastiche“) è in gestione alla società ATRAL scrl (fino a scadenza della proroga, ovvero nei primi mesi del 2017): la società in questione è una società mista pubblico-privato, controllata al 70% da CoTraL Srl e per il restante 30% dal socio privato, ovvero Schiaffini Travel Spa.((Bilancio CoTraL 2015 – pagina 30))

La società inoltre detiene il 10% di Metrolatina Spa ((Bilancio CoTraL 2015 – pagina 30)), ovvero la società dietro l’annosa questione della metro (e dei problemi che ne derivano).

Linee scolastiche?

Il nome “linea scolastica” (per inciso, le linee 201, 203, … etc) potrebbe trarre in inganno: la classificazione “linea scolastica” infatti non si riferisce allo “scuolabus“. Il servizio ScuolaBus è effettuato mediante un autobus costruito in modo diverso dal classico autobus di linea, non effettua il percorso dell’autobus di linea ed è riservato ai soli ragazzi che frequentano le scuole. Le “linee scolastiche” degli autobus di Latina invece non sono ScuolaBus, quindi il loro uso non è riservato ai soli studenti, ma è libero a tutti i possessori di un biglietto.

Lo puntualizzo perché mi è stato fatto notare qualche volta, da qualche autista/controllore, che la linea scolastica sarebbe riservata ai soli studenti. Questo non è vero((Vedi contratto di servizio con il Comune di Latina)). Un vero ScuolaBus ha un assistente a bordo, non è necessario un biglietto, è necessario essere uno studente, non si ferma alle fermate dell’autobus e fa capolinea nelle scuole. Esistono alcune linee di ScuolaBus a Latina, ma non riguardano il TPL e non le tratteremo qui.

I biglietti

Il “titolo di viaggio“, frase burocratese per indicare il biglietto, attualmente ha un costo di 0,80 € per la corsa semplice, 1.20 € per quello a tempo (100 minuti, poco più di 1 ora e mezza), 1.50 € se si prende a bordo, e gli abbonamenti per un costo di 25 €, 34 € e 17 € rispettivamente per abbonamento singola linea, abbonamento completo e abbonamento ridotto (studenti, etc). Va ovviamente obliterato (per gli abbonamenti, al primo utilizzo) ((Sito dell’ATRAL, http://www.atral-lazio.com/en/comune-di-latina/biglietti-e-abbonamenti))

Se ci chiediamo il “perché vanno pagati?“, o se facciamo parte di quella schiera di persone che “non pago perché il servizio non funziona” (ma poi lo usano), vi invito a leggere qualche voce più sotto per capire meglio.

I percorsi

Non sarò qui a riportare quello che già potete trovare sul sito/app di Bus Latina / Muoversi a Latina (disclaimer: è un mio progetto) o sul sito ufficiale dell’ATRAL Srl.

Il fatto però da riportare è che le linee non vengono aggiornate da molti anni: l’unica modifica effettuata è stata la soppressione e/o l’accorpamento di alcune linee e la modifica di percorsi e orari. Il problema quindi è che il trasporto pubblico è lontano da quelle che sono le esigenze delle persone, perché nel tempo sono nati quartieri nuovi, è cambiato il flusso delle persone, la città è stata modificata.

Ad esempio, con il centro semipedonale, è necessaria una fermata davanti all’ufficio del Comune? O di fianco al bar NAD (centro città)? O forse possiamo modificare i percorsi per risparmiare e semplificare? Tenterò di rispondere a queste domande in un prossimo articolo.

Da dove arrivano i soldi

Il servizio di trasporto pubblico, come tutti i servizi pubblici, è finanziato in parte dalle (nostre) tasse. Il modo è semplice (quanto, secondo me, inutile): esiste il concetto di “rimborso kilometrico“, ovvero, in base alla strada percorsa dagli autobus, la Regione (attraverso il Comune) finanzia la società di trasporto.

Per rendere le cose facilmente comprensibili, ecco una infografica:

entrate_latina_atral

Nel dettaglio, le voci significano questo:

  • Biglietti/abbonamenti: le entrate derivate dalla vendita di biglietti o abbonamenti
  • Biglietti/abbonamenti agevolati: le entrate derivanti la vendita di biglietti o abbonamenti agevolati, come ad esempio l’abbonamento mensile ridotto (che riguarda prevalentemente gli studenti). Queste entrate si riferiscono ad un rimborso che proviene (circa) per metà dal biglietto in se, e per metà dal contributo pubblico per tale biglietto.
  • Rimborso: il “rimborso kilometrico“, ovvero i soldi che arrivano dalle nostre tasse per gli autobus
  • Generali e altro: altri ricavi (il bilancio non scende nel dettaglio, probabilmente è inserito qui anche il valore accantonato dal bilancio 2014 di circa 65 mila €), compresi i conguagli (es. nel 2015 sono più di 200 mila €)

Dalle cifre possiamo vedere che i biglietti e abbonamenti((per i biglietti e abbonamenti agevolati, solo la parte pagata dal cittadino, e non la parte di contributo pubblico)) “pesano” circa per il 12.89% (circa 680 mila euro, vedi nota:((per i biglietti e abbonamenti agevolati, solo la parte pagata dal cittadino, e non la parte di contributo pubblico))), mentre il rimborso pubblico conta per circa il 67.40% (più di 3 milioni e mezzo). Quindi, il servizio si regge sul rimborso pubblico.

Quanto costerebbe il biglietto senza il contributo pubblico?
Facciamo quattro conti: attualmente l’introito biglietti + rimborso è di 4 milioni e 248 mila €; inoltre sappiamo che dei 640 mila di biglietti agevolati, la metà dei soldi provengono da rimborsi comunali (studenti, etc). Usiamo un po’ di matematica (è tutto espresso in “mila euro”)
4248 = 360 + (320 + 320)  + 3248
ovvero
totale = biglietti + (biglietti agevolati (prezzo) + biglietti agevolati (rimborso Comune)) + rimborso kilometrico
Ora proviamo a togliere il rimborso: dobbiamo modificare i prezzi dei biglietti per compensare e arrivare sempre al totale, ovvero 4’248 mila euro (arrotondiamo 360 e 320 a 340):
4248 = (costo nuovi biglietti) * 2
girando l’equivalenza, e sapendo che all’anno sono venduti circa 400 mila biglietti (vedi sotto):
costo nuovi biglietti = (4248/2)/400 =~ 5.30 € (invece che 0.80 €)

C’è anche da far notare che, negli anni, il rimborso regionale sta scendendo per opera della Regione Lazio (tagli al rimborso) e della stessa ATRAL (tagli alle corse). E più scende, più il trasporto pubblico non riuscirà a funzionare (o inizierà a costare di più). Ad esempio il bilancio 2015 riporta una dimuzione di più di 700 mila euro (nel 2014 il rimborso era poco meno di 4 milioni), e l’ex candidato Enrico Forte (consigliere regionale) ad inizio anno ha “involontariamente” confermato una diminuzione di altri 100 mila euro ((Il riferimento è alla frase virgolettata riportata nell’articolo: Forte afferma che sono stati stanziati 3 milioni e 102 mila euro, ma nel 2015 erano stati forniti 3 milioni e 248 mila euro, e l’anno precedente quasi 4)).

Nota personale: chissà se l’ex candidato Enrico Forte ha mai sollevato il problema dei tagli regionali al TPL, dato che lui è Consigliere Regionale e l’attuale governatore (Zingaretti) è del suo stesso partito. Ho sentito tanti proclami in campagna elettorale, ma, come sopra evidenziato, quello che è successo è ben diverso. Forse gli invierò una e-mail a fine stesura dell’articolo. Aggiornamento (11/12/16): a quanto pare, per Zingaretti e Forte, diminuire il contributo regionale((bilancio ATRAL e CoTraL)), tagliare le corse del CoTral e tagliare i treni equivale a maggiori investimenti. A voi i giudizi.

Dove vanno a finire i soldi

Questa è la parte più interessante. Certo, sapere da dove arrivano è importante, ma sapere come vengono spesi, dove e in che misura lo è ancora di più.

costi_produzione

  • In primis, il costo del lavoro mangia un 40% circa delle uscite (Costo del lavoro di personale di ruolo e costo del lavoro del personale distaccato), ovvero 2 milioni di euro. Ovviamente non parliamo (solo) dei “salari” (o stipendi, che dir si voglia), ma di tutto quello che c’è intorno (assicurazione, TFR, etc).
  • Il Carburante e materiali è la seconda voce a bilancio, e non potrebbe essere altrimenti (per materiali si intende le altre “materie prime”)
  • Un punto interessante, magari da approfondire, è quello del “Nolo bus“. Risulta infatti che gli autobus urbani siano in Comodato d’uso gratuito da parte del Comune di Latina verso ATRAL((Riferimento al Bilancio ATRAL Scrl, pagina 13)). Quindi l’ipotesi che personalmente posso avanzare è che si sono dovuti noleggiare autobus a fronte di un evento esterno (incidente/rottura bus esistente) o “eventi straordinari” (che, conoscendo Latina, può voler dire anche “le temporanee linee Mare 1-2-3-4-5”).
  • Manutenzione flotta: come ogni cosa, anche gli autobus vanno manutenuti. Cambio olio, filtro, lampadine, riparazioni varie. Non sono un esperto, ma 400 mila euro circa potrebbero essere nella norma. Anche considerando che alcuni autobus hanno 27 anni…
  • Pulizia flotta: anche questa è normale amministrazione. Certo, magari la pulizia lascia un po’ a desiderare (mia opinione), ma fosse questo il vero problema…
  • Assicurazione e tasse di circolazione: ovviamente
  • AVM: Non ho trovato nessun riferimento dentro il bilancio, ma sembra essere una qualche sorta di sistema di monitoraggio integrato dei veicoli((http://www.thetis.it/portfolio/rome-public-transport-roma-tpl/)), tuttavia potrebbe anche solo riferirsi ai display a LED sui mezzi.
  • Gestione: spese di “gestione e coordinamento”; credo si riferiscano a tutto quello che concerne la gestione delle corse (burocrazia varia)
  • Canoni locazione (1%): costo dell’affitto dei locali – probabilmente si tratta del deposito e/o della sede in via Romagnoli (“Autolinee”).
  • Servizi info e distribuzione biglietti (1.2% – 61 mila €): i “Servizi info” potrebbero riferirsi ai servizi informativi, dei quali però non c’è traccia (la sede in via Romagnoli è deserta((l’ultima mia “visita” è stata questa estate, verso Maggio)) ); per “distribuzione biglietti” non è chiaro se si riferisce alla semplice consegna/spedizione verso le tabaccherie: la stampa, secondo il bando del 2011 ancora in vigore, è a carico del Comune.
  • Consulenze (23 mila €): non meglio specificate nel bilancio
  • Altro (8.3% – 411 mila €): tutto il resto, anche qui nel bilancio non è meglio specificata questa voce

Biglietti: cerchiamo di capire se sono davvero necessari

biglietto_bus_fronteAbbiamo visto come i titoli di viaggio siano circa il 10% del guadagno della società. Ora, la domanda a cui voglio cercare di dare risposta è: sono davvero necessari? Ma soprattutto, ci conviene stamparli (quindi pagare la tipografia), distribuirli (e quindi pagare un “messo”), timbrarli (e quindi comprare e manutenere le macchinette), controllarli (e quindi pagare il controllore) e buttarli (e quindi pagare lo smaltimento)?

Prima di arrivare ad una risposta, cerchiamo di capire quanto valgono economicamente:

  • L’introito della società, per i titoli di viaggio, è di 680 mila euro (vedi su per il dettaglio)
  • Per la stampa((in carico all’affidatario, vedi il bando di gara del 2011, ancora in vigore in regime di proroga)) e distribuzione (da bilancio): 61 mila €.
  • Per le obliteratrici, il costo di manutenzione non è determinato. Possiamo ipotizzare tuttavia che, nei 426 mila € di costo di manutenzione ordinaria, possano pesare per 20 mila € (tra manutenzione e sostituzioni).
  • Il costo del controllo è molto difficile da stimare. Sappiamo che, per 75 dipendenti dell’ATRAL, il costo medio di un dipendente è di 46’254 euro annui((da bilancio, il costo complessivo totale per i dipendenti è di 3’469 mila €)). Possiamo ipotizzare((guardando le corse, le frequenze delle corse e la contemporaneità)) che a Latina esistano 2 “controllori”. Quindi poco meno di 93 mila €.

Fin’ora quindi i conti sono: +680 mila (introito società), da cui togliere 61 mila (distrib. titoli), 93 mila (controllori), 20 mila (obliteratrici). Totale stimato 506 mila €. Sono poco più di 4 € a testa, l’anno.

Senza questi soldi, quest’anno ATRAL sarebbe in rosso, e dovrebbe tagliare (ancora) le corse.

Abbiamo appurato quindi che i biglietti contribuiscono (anche se in maniera minima) al bilancio, e quindi è necessario pagarli affinché il sistema funzioni (dire “non pago perché il sistema non funziona” è l’esatto opposto: il sistema non funziona perché tu non paghi).

Ma possiamo fare di meglio, ad esempio mettendo in piedi un sistema per il pagamento del biglietto elettronico: questo permetterebbe a molti di acquistare il biglietto al volo. Oppure attivare finalmente l’integrazione con il sistema MeTreBus per permettere a tutti i pendolari di non dover pagare 2 biglietti differenti.

Appendice: Cosa c’entra Ciampino? E la sosta a pagamento?

Nel bilancio capiterà di trovare voci che fanno riferimento al comune di Ciampino. Questo perché la società ATRAL Scrl non effettua solo il trasporto pubblico locale nel Comune di Latina, ma effettua anche lo stesso servizio a Ciampino per l’aeroporto.

Inoltre, per Latina, effettua anche la gestione della sosta a pagamento (eg. gestisce le “macchinette dei biglietti di sosta”).

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