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A domanda risponde Giulio Capirci assessore al Bilancio

mercoledì 13 giugno 2018

Ecco l’intervista, Buona Visione!
https://www.youtube.com/watch?v=Q-2IAIfHgUw

I temi relativi al bilancio sono da sempre al centro delle attenzioni dei cittadini: con questa intervista all’assessore al Bilancio, Giulio Capirci, l’associazione Quartieri Connessi Q4 Q5 si propone di approfondire alcuni passaggi per comprendere meglio alcuni dei tanti aspetti rilevanti che dell’assessorato gestisce.

L’assessore Capirci ha la delega al Bilancio e Finanze, all’Economato, alle Partecipate e ai Tributi o Entrate.

Tale deleghe comporta un indirizzo e controllo di una serie di attività per mantenere ottimali gli equilibri degli uffici amministrativi.

La parte più complessa è quella relativa al Bilancio: in questo ciascun Comune è vincolato al pareggio di bilancio così come lo è lo Stato. Dunque il Bilancio dei Comuni deve essere “armonizzato” al quello dello Stato non si può infatti spendere più di ciò che entra in un anno.

L’attività dell’assessorato mira a verificare che siano rispettati i vincoli cui le somme di denaro sono legate e obbiettivo primario è raccogliere le esigenze dei vari uffici.

Non tutte le entrate sono libere, alcune sono destinate a spese specifiche e non possono essere impiegate per altro: nel caso in cui ciò accada, ovvero i fondi siano impiegati per altre spese, si rischia addirittura che vengano persi.

Altro tema interessante sono le spese correnti e spese in conto capitale che vengono finanziate in maniera diversa: le spese correnti sono quelle continuative devono avere, se sono appunto continuative, investimenti corrispondenti ovvero continui e l’entrata su cui si devono basare deve essere continuata.

I cittadini da sempre sono interessati a chi decide come spendere i soldi.

Lo stanziamento del denaro si decide, spetta e viene approvato in sede di Consiglio Comunale in cui tutti i consiglieri possono proporre degli emendamenti: questi, se poi vengono accolti dal Consiglio, diventano legge, “spostano denaro”.

Anche per “sbloccare” ovvero spostare denaro da un settore ad un altro ovvero occorre che il Consiglio si esprima attraverso una variazione del Bilancio: ci sarà una proposta materialmente redatta dall’ufficio della Ragioneria dunque la cui scelta è politica ma che deve sempre essere accolta dal Consiglio Comunale.

Non tutti i fondi sono modificabili poiché, se sono stati prenotati come tali, devono essere utilizzati per ciò a cui sono destinati: la distinzione è mirata a chiarire la differenza tra fondi in conto corrente o capitale.

Quelli in conto capitale vengono decisi con un piano triennale dalle spese, se sono investimenti è difficile che si esauriscano in un anno solo, c’è un piano triennale delle opere e si realizzano in base a quelle più importanti da sviluppare e in relazione ai finanziamenti a disposizione.

Il discorso per le spese correnti è molto più complesso poiché comprendono tutte le spese di funzionamento dell’ente e coinvolge le utenze, il personale di cui possiamo specificare che è già il secondo anno che si danno fondi per assunzione del personale, in parte per motivi di legge che impediva nuove assunzioni, ed ha fatto invecchiare la macchina amministrativa: oggi dunque si sta attivando un notevole turn over in virtù del quale le assunzioni sono maggiori dei pensionamenti.

Altri temi cardini della spese correnti sono il decoro urbano e l’illuminazione: il problema è che si hanno davvero pochissimi soldi, le uniche “manovre tattiche” da utilizzare sono diminuire le spesa so alcuni fronti ed investire su altri. Esempio ne è appunto il passaggio al Led che consentirà in modalità indefinita di risparmiare sull’energia ed avere un consumo molto più basso.

Ultima osservazione è quella che consente di riflettere sulla provenienza delle entrate comunali: da dove arriva il denaro che rimpingua le Casse? Semplice a dirsi, meno ad applicarsi!

Ci sono le imposte locali di cui la prima è l’Imu, l’imposta sugli immobili delle seconde case, i parcheggi, le multe, la tassa sulla pubblicità, la tasse sull’occupazione di suolo pubblico. Sono tutte imposizioni locali che vengono pagata dai cittadini direttamente al Comune e che questo poi utilizza per le proprie necessità, per finanziarsi appunto.

Altri sono trasferimenti di denaro dalla Regione che è la depositaria di molte deleghe e provvede al trasferimento di somme di denaro come quelle relative al settore dei Servizi Sociali che hanno una distribuzione di questo tipo: ovvero i finanziamenti transitano dalla Regione ai Comuni Capoarea che li gestiscono. Latina è un Comune capofila e provvede alla gestione e coordinamento di altri quattro comuni. In questo settore Latina può dirsi una punta d’eccellenza.

By Francesca Di Folco

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