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Mentre si fanno rotonde inutili, i quartieri Q4 e Q5 sempre più abbandonati

domenica 15 febbraio 2015

Situazione Via Corelli (Q5 Latina) al 12/2/2015:

Il tratto terminale di Via Corelli (da dopo l’ incrocio con via Zandonai all’ argine del fosso Paoloni) presenta alcuni problemi anche gravi di manutenzione e messa in sicurezza che andrebbero risolti al più presto.

1.   il tratto di strada è lungo circa 45 m.; è ancora a macadam e non è mai stato posto il tappetino di scorrimento in bitume. Si sta deteriorando notevolmente, con forti crepe.
Purtroppo finora anche le riasfaltature di via Corelli non hanno mai interessato gli ultimi 45 metri.

 

 

2.   4 tombini (3 sul lato sinistro di via Corelli e uno all’ incrocio con via Zandonai) sono pericolosi : uno ha il coperchio notevolmente sotto misura che potrebbe facilmente crollare in caso di sollecitazione,  altri hanno i coperchi rotti in parte;  quello all’ incrocio (con coperchio in ferro) è notevolmente affossato, forse sotto carico di un camion. 

 

 

 

3.   La strada finisce contro l’ argine senza che ci sia  alcun riparo o protezione, con pericolo di cadere nel canale in un punto in cui l’ azione delle piogge e del tubo di troppo pieno della fognatura ha eroso l’ argine che ora si presenta quasi verticale. Il riparo da fare non deve ostruire la strada (es. muretto) ma deve lasciare libero sfogo all’ acqua che in caso di forti piogge  diventa un fiume in quanto raccoglie tutta l’ acqua di via Corelli e via Zandonai.

 

4.  L’ azione di erosione ha interessato anche la strada sotto il manto stradale la cui massicciata è ora sospesa nel vuoto e a rischio di crollo; le auto che vengono a fare manovra nella zona corrono il pericolo di venire coinvolte in eventuale crollo.

 

 

 

 

Tubo di troppo pieno fognatura

5.    In caso di pioggia il tubo scarica nel fosso Paoloni (e quindi in mare) il troppo pieno della vasca di raccolta acque fognanti (civili e meteoriche); il condotto  non è stato realizzato a regola d’ arte (attraversava l’ argine e scaricava a sbalzo nel fosso senza scivolo in cemento); la continua erosione ha distrutto la sponda e fatto crollare due sezioni di tubo nel fosso (quella nella foto è la seconda sezione).

      Per evitare ulteriori danni occorre consolidare l’ uscita del tubo con scivolo in cemento fino al fosso in modo da evitare altre erosioni.

 

       

 

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