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Mi vergogno di essere italiano

lunedì 26 marzo 2012

Volevo portare alla vostra attenzione, scuotendo anche quella che è la coscienza dell’opinione pubblica cittadina, un fatto accadutomi sabato scorso. Nello scendere dalla  mia abitazione ho notato dei  bambini, di 7-8 anni, che si divertivano a sgonfiare le gomme della mia automobile.Allorchè ho gridato, solo e semplicemente con l’intento primo di farli allontanare, senza l’intenzione di spaventarli o altro. Mentre si allontanavano, ho notato che entravano nel palazzo che si trova di fronte al mio. Da lì a poco, è scesa la madre dei ragazzini con una tanaglia in mano, minacciandomi, urtandomi e spingendomi. Io ho cercato di spiegarle la dinamica dell’accaduto, ma la donna non ha voluto sentire ragioni. Credendo che la questione fosse comunque finita lì, sono risalito in casa, anche perchè mia moglie, che ha assistito all’accaduto, aveva bisogno di assistenza perché stava accusando un malore dovuto alla paura e al timore che potesse accadermi qualcosa visto che sono cardiopatico e a rischio di infarto. Avermi visto fronteggiare quella donna che mi minacciava con le tenaglie e che poteva colpirmi, ha generato in mia moglie un forte stato d’ansia.Frattanto, mentre cercavo di rasserenare mia moglie, la donna ed i suoi «dolci» e piccoli bambini sono tornati  intorno alla mia automobile, terminando l’opera di distruzione spaccando tutti e quattro i fari della vettura. Immediatamente ho chiamato il 113, che è venuto in mio aiuto e soccorso soltanto dopo 50 minuti dalla chiamata. All’arrivo della pattuglia, coloro che mi avevano minacciato e danneggiato la mia macchina, e sottolineo che stiamo parlando di una donna e di alcuni bambini, erano scappati. Dal canto loro, gli agenti, constatata l’entità dei danni che avevo subito, cosa mi hanno detto? Che dovevo recarmi presso la questura e sporgere denuncia. Contro chi? Contro una persona, già nota e conosciuta alle forze dell’ordine. Ora, mi rivolgo a chiunque leggerà questa mia lettera, a chiunque, purtroppo, si è trovato nella mia stessa situazione. E, per situazione intendo quella di un uomo, un padre di famiglia, che da sempre lavora e da sempre paga le tasse. Un uomo che è stato umiliato e ferito dalle istituzioni e da tutto ciò che le circonda. Un uomo che si è sentito tradito dalle forze dell’ordine, che anzichè indagare o comunque prendere una posizione, hanno innanzitutto ritardato nell’aiutarmi e soccorrermi, per poi liquidarmi con un semplice “vada a sporgere denuncia”.E se io andassi davvero a sporgere denuncia, secondo voi, ci sarebbe qualcuno pronto a difendermi ed aiutarmi?Vi rispondo io: no. No, perché le persone oneste e lavoratrici, non sono tutelate da nessuno, perché, per qualche losca ragione, si preferisce difendere coloro che sbagliano e continuano a sbagliare.Non c’è posto per la brava gente in questa città. Io, purtroppo sono solo uno tra i tanti. E purtroppo sono impotente di fronte a tutto questo. Vorrei fare, ma non posso fare nulla. Perché nel momento in cui chi dovrebbe difendermi, ovvero le forze dell’ordine, non mi difende, io rimango solo uno spettatore impotente di fronte a tutto questo. Non posso parlare né agire, non ho la garanzia di una tutela. Detto questo, finisco dicendo che, arrivati al 2012 con tutto questo sdegno e soprattutto con tutto questo schifo che ci circonda, io mi vergogno di essere italiano, e per questo motivo, non andrò più a votare, né io né tantomeno la mia famiglia. Perché? Perché non cambierebbe assolutamente nulla. Al posto di chi c’è, salirebbe qualcun altro e si continuerebbe a non fare nulla.

0 commenti su “Mi vergogno di essere italiano”

  1. Immagino che la città in questione sia Latina….

    in ogni caso vorrei esprimere la mia piena solidarietà al malcapitato perchè almeno non si senta solo…

    siamo in tanti a vergognarci della nostra città e della nostra italietta, quando accadono queste cose

    Freddy

  2. Mah, riportare una storia così, sia su un giornale che sul sito mi sembra un po' "sfascista".

    Il messaggio "forte" che rimane per gli scontenti è "NON andate a votare tanto non cambia nulla!".

    Allora facciamo decidere solo quelli che hanno qualche interesse personale, gli altri, quelli che vorrebbero(?) un cambiamento possono pure lasciarsi precipitare nel baratro del menefreghismo…

    Io, mi vergogno di certi italiani…

  3. Ritenendo la considerazione di RobyG alquanto generica e superficiale e che non fa altro che riproporre la strasviscerata questione della convenienza di andare a votare o meno, io mi unisco invece all'accorato sfogo di salvatore, del quale per altro mi sento partecipe, che evidenzia quello che molti addetti del settore pensano e che a mio avviso rappresenta purtroppo la dura realtà.

    E cioè che la legge, e in special modo quella italiana, in genere tutela i furbi, i farabutti e i malfattori, difficilmente gli onesti.

    Ad aggravare suddetta situazione si deve aggiungere che la prima categoria, al contrario della seconda, vivendo quotidianamente di espedienti, sa anche bene come agire per soggiogare le stesse leggi qualora nella circostanza specifica sembrano non tutelarli a sufficienza.

    L’insegnamento che personalmente ho tratto osservando la realtà delle cose è questa. Cercare sempre di evitare, per quanto possibile ed eccetto particolari casi di gravità, di mettersi contro un malvivente sul piano della giustizia. La maggior parte delle volte si perde miseramente.

     

    Massimo de Simone

  4. L'autore della lettera conclude con l'affermazione categorica che non adrà più a votare! Ma non riduciamo a questo la sua lettera; il punto non è se andare a votare o meno, il punto è che un cittadino per bene è stato vittima di una prepotenza, che ha chiesto aiuto alle Istituzioni e che le Istituzioni sono state ancora una volta latitanti. E qui non stiamo parlando di politici che possiamo "punire" non andando a votare (ammesso che non andare a votare serva a qualcosa), qui stiamo parlando delle Forze dell'ordine a cui uno si rivolge in caso di bisogno e che già da come ti rispondono al telefono ti fanno passare la voglia di essere cittadino italiano. Questo mi pare sia il vero senso di questa lettera, senso che mi pare sia stato colto molto bene nell'articolo di pag. 8.

    Salvatore

    Allegato: latinaoggi_2012_03_26.pdf

  5. Ecco, l'articolo rimette le cose a posto, e condivido quanto vi è scritto.

    Io avevo creduto che fosse stata pubblicata semplicemente la lettera.

    A questo punto qualcuno dovrebbe chiedere conto alle forze dell'ordine di quanto accaduto, come minimo un giornalista che ponga delle domande, chieda dei commenti a qualche rappresentante delle istituzioni.

     

  6. E' una lettera che và in due direzioni: la prima sono le Forze dell'ordine, e l'altra è la politica. Un italiano normale dovrebbe denunciare tali prepotenze subite. Ora per un attimo mettiamo da parte la volontà di un cittadino che non vuol recarsi in Questura per far la denuncia, probabilmente, per paura di quelle persone che gli hanno arrecato danno sono già segnalate. Non è questo il problema. E allora sono stati inutili gli inviti delle Forze dell'Ordine, del Questore, del Prefetto, della politica, quello di denunciare alle sedi opportune. A leggere certe cose mi fan venire la rabbia, in certi casi, da italiano, mi vergogno degli italiani quando ragionano in questo modo: chi io?! io.. nooooo, non posso, no, non posso farlo… evvai, intanto l'ortica s'aiuta a salire. 🙁

  7. Ai cittadini si può chiedere di essere persone civili e di rispetare la legge, ma non si può chiedere loro di fare gli eroi, specie mentre le istituzioni fanno il sudoku.

    Salvatore

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