Il portale dei Quartieri Nascosa e Nuova Latina

Al peggio non c’è mai fine

domenica 31 ottobre 2010

Non riesco a farmene una ragione.

Questo Paese si è assuefatto a tutto; ogni volta che si pensa di aver toccato il fondo, si viene clamorosamente smentiti da una nuova puntata di questa infinita, tragica farsa.

Il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana telefona alla Questura di Milano,  mente a pubblici ufficiali sull'identità di una minorenne, peraltro accusata di furto, che gli sta particolarmente a cuore e la fa affidare a persona di sua fiducia (tralasciamo i legami con la neo-Consigliere Regionale affidataria).

E tutti a ridere e darsi di gomito per la storia del "Bunga Bunga". Tutto buttato in barzelletta.

Ma per il resto del mondo la barzelletta siamo noi, il popolo di una (ex)Repubblica che si acconcia a Sultanato, dove le favorite del Sultano o vengono retribuite da tutti noi mediante l'attribuzione di cariche pubbliche (su su fino a Ministro) o godono di impunità.

Ma Lui aiuta i bisognosi: volevo vedere se il soggetto in questione si fosse chiamato Mohammed e avesse avuto i baffi invece di altre "qualità" assai più gradite.

Cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo?  Quante altre assurdità siamo disposti a sopportare? Quante generazioni ci vorranno per disintossicarci da questi miasmi?

Con infinita tristezza.

Giulio

0 commenti su “Al peggio non c’è mai fine”

  1. No no, non abbiamo toccato il fondo, stiamo scavando…

    Giulio, devo pultroppo darti ragione, quante generazioni ancora dobbiamo aspettare per cambiare le cose????
    La mia generazione (ho 17 anni), o almeno la maggior parte dei miei coetanei, non ha capito quello che sta succedendo, sembrano addormentati, e incapaci di vedere quello che gli succede intorno.
    Certo forse è un po colpa nostra, che le informazioni non le cerchiamo. Non si va oltre i singoli tg della televisione, anche in maniera superficiale.
    Quindi non avendo un'informazione libera e completa, si ritroveranno poi a votare…… ma chi????

    Sto notando un fatto gravissimo nei giovani di oggi e cioè: ci si distingue in 4 gruppi di persone:

    1) Quelli che pensano che vada tutto bene e vanno a votare. (i complici!)

    2) Quelli che dicono <<Tanto sono tutti uguali>> e quindi non vanno a votare.  (quelli che non cambieranno mai le cose)

    3) Quelli che cercano di votare il "menopeggio" con le poche informazioni che gli arrivano.  (almeno ci provano)

    4) Quelli che hanno capito (o cercano sempre di capire) vanno a votare e danno un voto inteligente. (queste persone, si trovano ad un livello superiore della comprenzione, spesso devono attivarsi direttamente cominciando proprio nel loro territorio).

    Ricordiamoci sempre che la politica siamo noi… sono tutti i cittadini,
    e non i politici!  I politici sono nostri dipendenti e non i nostri padroni!

    lollo

    Ps: La libertà si basa sull'informazione, se non c'è informazione non c'è libertà, e di conseguenza non siamo liberi.ma per fortuna in Italia c'è libertà d'informazione, ma solo se la cerchi.

  2. lollo ha scritto:

    No no, non abbiamo toccato il fondo, stiamo scavando…

    Giulio, devo pultroppo darti ragione, quante generazioni ancora dobbiamo aspettare per cambiare le cose????
    La mia generazione (ho 17 anni), o almeno la maggior parte dei miei coetanei, non ha capito quello che sta succedendo, sembrano addormentati, e incapaci di vedere quello che gli succede intorno.
    Certo forse è un po colpa nostra, che le informazioni non le cerchiamo. Non si va oltre i singoli tg della televisione, anche in maniera superficiale.
    Quindi non avendo un'informazione libera e completa, si ritroveranno poi a votare…… ma chi????

    Sto notando un fatto gravissimo nei giovani di oggi e cioè: ci si distingue in 4 gruppi di persone:

    1) Quelli che pensano che vada tutto bene e vanno a votare. (i complici!)

    2) Quelli che dicono <> e quindi non vanno a votare.  (quelli che non cambieranno mai le cose)

    3) Quelli che cercano di votare il "menopeggio" con le poche informazioni che gli arrivano.  (almeno ci provano)

    4) Quelli che hanno capito (o cercano sempre di capire) vanno a votare e danno un voto inteligente. (queste persone, si trovano ad un livello superiore della comprenzione, spesso devono attivarsi direttamente cominciando proprio nel loro territorio).

    Ricordiamoci sempre che la politica siamo noi… sono tutti i cittadini,
    e non i politici!  I politici sono nostri dipendenti e non i nostri padroni!

    lollo

    Ps: La libertà si basa sull'informazione, se non c'è informazione non c'è libertà, e di conseguenza non siamo liberi.ma per fortuna in Italia c'è libertà d'informazione, ma solo se la cerchi.

    Quanta saggezza in un ragazzo di 17 anni..se ce ne fosse la metà nella media dei cittadini adulti, l'Italia sarebbe il paradiso terrestre.

    Solo una piccola osservazione:

    l'analisi che hai fatto per i tuoi coetanei, credimi, è la stessa che puoi fare per noi "vecchietti"

    Complimenti veri!

    Freddy

  3. lollo ha scritto:

    No no, non abbiamo toccato il fondo, stiamo scavando…

    Giulio, devo pultroppo darti ragione, quante generazioni ancora dobbiamo aspettare per cambiare le cose????
    La mia generazione (ho 17 anni), o almeno la maggior parte dei miei coetanei, non ha capito quello che sta succedendo, sembrano addormentati, e incapaci di vedere quello che gli succede intorno.
    Certo forse è un po colpa nostra, che le informazioni non le cerchiamo. Non si va oltre i singoli tg della televisione, anche in maniera superficiale.
    Quindi non avendo un'informazione libera e completa, si ritroveranno poi a votare…… ma chi????

    Sto notando un fatto gravissimo nei giovani di oggi e cioè: ci si distingue in 4 gruppi di persone:

    1) Quelli che pensano che vada tutto bene e vanno a votare. (i complici!)

    2) Quelli che dicono <> e quindi non vanno a votare.  (quelli che non cambieranno mai le cose)

    3) Quelli che cercano di votare il "menopeggio" con le poche informazioni che gli arrivano.  (almeno ci provano)

    4) Quelli che hanno capito (o cercano sempre di capire) vanno a votare e danno un voto inteligente. (queste persone, si trovano ad un livello superiore della comprenzione, spesso devono attivarsi direttamente cominciando proprio nel loro territorio).

    Ricordiamoci sempre che la politica siamo noi… sono tutti i cittadini,
    e non i politici!  I politici sono nostri dipendenti e non i nostri padroni!

    lollo

    Ps: La libertà si basa sull'informazione, se non c'è informazione non c'è libertà, e di conseguenza non siamo liberi.ma per fortuna in Italia c'è libertà d'informazione, ma solo se la cerchi.

     

    Sono d'accordo con lo sfogo di lollo ma, alla sua età riesce a percepire infinità di cose nei meandri della politica! Complimenti vivissimi, la politica ha senso quando i giovani hanno capacità di strutturarla, di programmarla e allora le cose vengon più semplici. O fai politica con le tue idee convincendo altri giovani a capire qualcosa di concreto, oppure te ne tiri fuori e aspetti i 18 anni per votare. Ecco, il voto è un diritto senza complicità, è l'unica arma che abbiamo per cambiare le cose! Certamente saranno tanti i giovani che non andranno a votare, non perchè non gliene frega niente della politica, è il relativismo che avanza tra di loro, cioè non domandarsi chi ci governa, invece lo sanno, peccano sulla conoscenza politico-istituzionale, in pratica non conoscono la Legge. E c'è più di qualcuno che è a "delinquere". Rivalutando il tuo sfogo, i giovani dovrebbero chiedere ai propri genitori cosa sta succendo. La famiglia di ottima etica insegna ai propri figli, altre no, purtroppo.

  4. Caro Giulio,

    hai ragione, è tutto molto triste e squallido….saranno Lollo e quelli come lui, aiutati da noi, a farci uscire da questa melma!

    Riccardo

  5. Sicuramente c'è del vero nelle osservazioni di "lollo". Tuttavia, se si ritiene di aver capito cosa non va bene nell'Italia solo basandosi sulle dissertazioni giornalistiche (e mediatiche in genere) relative alle c.d. "berlusconate", bèh, o manca un bel pezzo al ragionamentoo siamo di fronte a miopia condizionata da opposizione politica ad una determinata area.

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