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Mobilità a confronto

sabato 30 gennaio 2010

Il Territorio – Martedì 26 Gennaio 2010 pag.7

Amsterdam, biciclette e gelo

Osservare il mondo è utile per migliorare se stessi

Riccardo Di Santo

La prima cosa che mi ha colpito di Amsterdam è stata la neve: agli occhi di un Latinense vedere tutta quella coltre bianca stesa sulla città fa un certo effetto, inutile negarlo. Appena uscito dalla stazione, dopo un lungo viaggio da Parigi con un ritardo di 2 ore (ma avevano il ghiaccio e le cattive condizioni meteorologiche come giustificazione loro!), devo dire che il mio spirito d’osservazione non era al top della forma cosicché invece di fermarmi ad osservare le bellezza della città in quella atmosfera mi sono ritrovato a guardare incredulo gli Olandesi che nel bel mezzo di una nevicata, a -5 gradi, andavano tranquillamente a spasso per la città con la loro fida bicicletta.

Stanco ed infreddolito non ho voluto indagare oltre, ma gettarmi su un bel letto caldo e rimandare il tutto alla mattina dopo. Da qualsiasi degna storia natalizia mi dovevo aspettare la magia che puntualmente è arrivata non appena sono uscito dall’Hotel: il servizio di spazzaneve aveva ripulito tutto e adesso si notava chiaramente lo smisurato reticolo delle piste ciclabili con fondo creato apposta per sopportare la neve e il gelo, popolato da centinaia di biciclette che transitavano.

L’ammirazione che ho provato per il loro senso dell’ambiente e lo stupore nel vedere cosi poche macchine non hanno minimamente scalfito la mia idea che non era fattibile gelarsi cosi solo per muoversi al rischio di prendersi un colpo. Poi ho capito, sono salito su un tram olandese e mi si è aperto un mondo che neanche a Roma avevo trovato: la pulizia, la possibilità di comprare il biglietto a bordo non maggiorato, il controllo dello stesso effettuato dal conducente senza ritardi evitando cosi contemporaneamente i “portoghesi”, la possibilità di portare sopra la bicicletta (sì, sono innamorati delle due ruote), la frequenza ogni dieci minuti per tram con la stessa destinazione e i cartelli con tutte le informazioni per raggiungere musei e negozi mi hanno fatto un po’ vergognare all’idea del caro vecchio “G/” di casa. Cosi ho capito che la maggior parte di coloro che utilizzavano la bicicletta erano persone che venivano a lavorare da fuori città o dalla periferia e la utilizzavano solamente per i piccoli spostamenti invece di venire in centro con la costosa macchina, affrontare i disagi di strade ghiacciate e costosi ticket per il parcheggio.

Bisogna ammettere che sono furbi gli Olandesi. Adesso naturalmente il paragone non è fattibile con Latina, in fin dei conti Amsterdam è sempre una capitale turistica che necessità di tale mobilità, ma ciò non deve essere una giustificazione per il rimanere nella mediocrità della piccola città di provincia italiana.

Sono talmente tanti i miglioramenti da farsi che sarebbe impossibile elencarli in un solo articolo, ma a dirne un paio ci si può provare: Quanto costa sostituire i vecchi autobus di linea con navette a basse emissioni (metano o perfino elettriche)?

Quanto costa aumentare la frequenza del passaggio delle stesse linee invece di vederne passare due che effettuano lo stesso percorso nel giro di dieci minuti e poi più nulla per un’ora? Che ci vuole a capire che il piano criminale delle strisce a pagamento offre una grande opportunità per i trasporti pubblici?

Non sarebbe un’idea fare un abbonamento integrato sia per i trasporti di Latina che per quelli della Capitale con un minimo sovrapprezzo? Oppure linee scolastiche che colleghino i quartieri dormitorio con le principali scuole superiori e medie (con controlli di sicurezza)? Le domande sono tante, le risposte poche ma le attenderemo, intanto non ci rimane che intossicarci e spendere euro di benzina nel traffico di Via del Lido o in quello di Via Epitaffio tentando di andare a scuola o al lavoro.

Salvatore Antoci

 

0 commenti su “Mobilità a confronto”

  1. Eppure la ricetta è relativamente semplice:

    -qualche bus in più

    -qualche pista ciclabile in più

    Ma è la mentalità che è difficile cambiare.

     

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