SHOAH

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La giornata della memoria

Il tempo passa,  ma il dolore,  la tristezza e i ricordi restano. Come quelli degli ebrei sopravvissuti tanti anni fa allo sterminio ebreo. Tante lacrime cadute sella terra, scese dagli occhi solo a pensare la famiglia, gli amici e gli amori persi. Per questo c’è la giornata della memoria per ricordare. Per ricordare alla gente sopravvissuta che scordare non significa non provare più dolore significa nasconderlo. Per ricordare a noi giovani che non abbiamo visto ma solo ascoltato che non bisogna far rifare un altro così grande errore all’umanità,  che dobbiamo imparare dagli errori anche se non se ne dovrebbero fare. Ormai sono cresciuta e posso capire o almeno provarci a capire le pene che hanno sofferto. Solo a pensarci un brivido mi sale su per la schiena. Pensa se fossi nata a quel tempo quale pene avrei dovuto soffrire e quanti affetti lasciare. Di sicuro anche i miei amici avrebbero fatto la spia per un po’ di denaro in cambio di una bella macchia sulla coscienza. Sarei dovuta andare in giro con una stella sul petto. Quella di Davide. I miei compagni non mi avrebbero più parlato e le mie insegnanti più insegnato. Se per fortuna in un campo di concentramento non finivo sono sicura che una brava famiglia mi avrebbe ospitato. Tenendomi nascosta chissà dove. A quante cose sarei dovuta stare attenta:a non far rumore, a non accendere un fuoco alto, a far credere che non esistessi e a molte altre. Di sicuro sarei rimasta seduta a leggere, a scrivere e a sperare che lo sterminio finisse. Forse sarei morta per una malattia o forse sarei sopravvissuta a quella strage e sarei qui a raccontare la mia storia o forse come molte persone mi sarei suicidata per il troppo dolore. Chissà invece se fossi finita in un campo di concentramento, di sicuro sarei morta perché se avessi provato a scappare mi avrebbero ucciso e se ci fossi riuscita forse mi avrebbero trovata e riportata al campo o mi avrebbero direttamente uccisa. Sarei sopravvissuta qualche mese o forse qualcosa in più. Mi avrebbero rasato i capelli e mi avrebbero fatto lavorare fino allo svenimento e mi avrebbero nutrito con pochissimo cibo e acqua. Forse mi avrebbero usata come cavia da laboratorio iniettandomi malattie o facendomi operazioni. Infine con la scusa di farmi fare una doccia mi avrebbero spogliato e tagliato i capelli, se ero nuova non erano stati ancora tagliati per poi usarli per imbottire i materassi, i cuscini o usarli come lana. Mi avrebbero messo in un forno crematorio per farmi morire e poi cremato e sparsa la mia cenere sul terreno o al vento. Il mio corpo anzi le mie ceneri sarebbero rimaste lì sulla terra o su un prato. Vicino alla terra o al prato le lacrime di chi mi avrebbe pianto. Se invece il vento o il mare mi avessero trasportato avrei continuato a vedere i volti tristi della gente e i sogghigni dei mie amici e la mia anima non avrebbe avuto pace fino alla fine dello sterminio. Quindi vorrei ricordare oggi a tutto il Mondo e a ogni persona che ha visto e non ha visto,  che ha sofferto o meno di ricordare. Perché questa è la giornata della memoria dove ognuno di noi dovrebbe chiudere gli occhi e pregare o rivolgere a tutti quegli innocenti un pensiero. Che gli faccia ricordare che non li abbiamo scordati e che ammiriamo tutte quelle persone che hanno voluto morire per non servire il male. Che sono morte per un capriccio di tutte quelle persone che li giudicavano razza impura. Quindi ora chiuderò gli occhi prima di ricominciare la mia giornata e a tutti loro darò un pensiero e gli ricorderò:il tempo passa, il ricordo resta.

Salvatore Antoci