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Rifiuti pericolosi

domenica 29 marzo 2009

PEF 2009 – il Comune in soccorso di LatinAmbente?

Con il comunicato del 4.3.09 (che allego) avevo segnalato una serie di anomalie negli aumenti previsti dal piano in discussione: perché, a parità di servizio, nel nuovo PEF non si teneva conto dei cali di prezzo di carburante ed elettricità, di quelli conseguenti alla parziale regolarizzazione dei rapporti di lavoro, degli introiti prodotti dal recupero dei crediti e dei minori costi dei conferimenti in discarica?

I fatti hanno dato ragione, per quanto parzialmente ed in modo quasi risibile, di tali semplici rilievi.

Ma ci sono ancora tanti aspetti da chiarire.

Per tradizione il PEF viene presentato oltre i termini stabiliti con la delibera del 2006, contratto e la convenzione di gestione. Non viene rispettato l’obbligo di presentazione dei report trimestrali. Non si comprende quali risultati abbia conseguito la lotta all’evasione e all’elusione. Si continua in una utilizzazione disinvolta della manodopera avventizia. Per la raccolta differenziata si sono accumulati ritardi enormi (prevista dal 1998, in alcuni quartieri è attiva da qualche mese). I costi di conferimento in discarica risultano immutati (nonostante una raccolta differenziata dichiarata al 35%).

E, poi, ci siamo dimenticati che lo stesso gestore ha riconosciuto di aver emesso per il 2006/07 delle bollette inesatte con la scusa di dover compensare i mancati introiti derivanti da elenchi dell’utenza non aggiornati? Come sono stati contabilizzati i 4 milioni anticipati dal Comune nel 2007?

Di fronte alle legittime richieste di utenti ed operatori economici per una revisione al ribasso della manovra di previsione, il presidente si barrica dietro un ostinato rifiuto e rilancia. Insomma, se non passa il PEF con un intervento economico del Comune, o si aumentano le bollette o saranno tagliati i servizi mandando a casa un po’ di lavoratori.

E’ un atteggiamento indisponente ed inaccettabile; l’amministrazione (socio di maggioranza) non può assecondarlo. Si tratta di un servizio pubblico essenziale, regolato dalla legge, dal contratto e dalla convenzione. E’ inammissibile porre la questione in termini di ricatto, tanto più che il comportamento del gestore non appare del tutto corretto e trasparente.

Di fronte a tutto questo l’amministrazione deve reagire con un atto di orgoglio e di dignità, mettendosi dalla parte dei cittadini e dei lavoratori e, magari, mandare a casa chi gestisce il servizio.

SEGUE comunicato del 4.3.09

                                                                                              (Giuseppe Pannone)  

Latina, 4 marzo 2009

Il gestore ha presentato il nuovo PEF con altri aumenti, tanto per non cambiare abitudini! Sorge il sospetto che si tratti di un prestampato aggiornato di anno in anno, come se fosse un assegno di mantenimento. Alcuni aspetti sono incomprensibili. Ad esempio: – tra il 2007 e il 2008 il prezzo del greggio al barile era arrivato a quasi 100$, attualmente è di circa 50$, non ci dovrebbe essere un consistente diminuzione del costo? – E' stata “stabilizzata” circa 1/3 della manodopera, perché non diminuiscono le corrispondenti voci in uscita? – Il gestore si vanta di una raccolta differenziata al 35%, ci sono entrate per la vendita dei rifiuti riutilizzabili? Non dovrebbero conseguire minori costi per il conferimento in discarica? – Si tiene conto nel PEF del calo per energia elettrica e gas? – La società ha annunciato procedimenti per il recupero delle evasioni ed elusioni, le maggiori entrate dovrebbero consentire o no almeno una stabilizzazione delle tariffe?Si attendono risposte esaurienti e dettagliate, anche durante l'esame in commissione ed il dibattito in aula.Intanto il presidente della società annuncia di aver trovato una banca disposta a concedere un prestito garantito dai futuri recuperi. Sarà interessante sapere a quali condizioni e quale sia l'Istituto che si avventurerà in questa nuova operazione che, negli annunci, dovrà consentire al gestore anche l'acquisizione di TerracinAmbiente.Intanto la forzatura di passare dalla Tassa alla Tariffa, fuori tempo massimo e in tutta fretta, ha provocato aumenti esorbitanti, per attività  rimaste sostanzialmente immutate da quando la società ha assunto l'incarico di gestire il servizio (era il 1997). Una storia infinita che oggi si arricchisce di ricorsi contro le bollette.Si continuano a chiedere sacrifici ai cittadini, sia economici che per le modalità di raccolta, con un serio dubbio sull'efficienza e la convenienza del sistema.

Proviamo a chiedere un solo sacrificio: l'azzeramento CdA.

Una volta tanto potremmo avere dei vantaggi!

 

Giuseppe Pannone

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