Prato Inglese

Prendendo spunto dai commenti alla notizia  Inaugurazione di un nuovo giardino nel traffico urbanohttp://www.q4q5.it/modules/news/article.php?storyid=2877  vorrei fare qualche considerazione sul verde pubblico. Vi siete mai chiesti perché l’erba rasata si chiama “prato inglese”? Al di la dell’ovvia risposta, c’è invece dietro un serio risvolto climatico: in Inghilterra il prato inglese si ottiene semplicemente rasando (oggi coi rasaerba a motore, prima con quelli manuali) l’erba spontanea. Gli inglesi non debbono seminare nulla, non debbono ingaggiare lotte furibonde per sterminare le erbacce, ma soprattutto non debbono annaffiare. Forti di questo autentico dono dal cielo, i sudditi di Sua Maestà, hanno trasformato, con minimo sforzo, il loro paese in un bellissimo tappeto erboso.

Da noi viceversa, per impiantare un prato inglese decente, bisogna prima dissodare il terreno, ingaggiare una titanica lotta per distruggere la vegetazione locale, poi seminare il prato, continuare a combattere le erbacce (cioè la vegetazione spontanea) e poi annaffiare, annaffiare, e ancora annaffiare. Io amo il prato inglese: è bellissimo sia esteticamente, sia dal punto di vista funzionale. Chi non ha mai corso a piedi nudi su un prato inglese non può capire… ma la domanda è questa: ce lo possiamo permettere noi, col nostro clima, il prato inglese? Non sarebbe meglio riesumare il vecchio giardino all’italiana, che pure è tanto ammirato nel mondo?

Poi, a ben vedere, anche questa moda del prato inglese a tutti i costi denota, a mio avviso, la nostra decadenza culturale, la nostra sudditanza intellettuale nei confronti di un mondo (quello anglosassone) di cui vorremmo imitare solo qualche esteriorità, senza peraltro esser capaci di cogliere gli aspetti profondi e granitici di una cultura (intesa in senso lato) che progredisce, mentre la nostra va a rotoli.

Tornando all’erba, qui a Nettuno, a due passi da Latina, abbiamo un ottimo esempio di prato inglese meravigliosamente mantenuto: il cimitero americano! Ma lo sapete quanta acqua occorre per mantenere quel prato inglese? 350.000 litri al giorno. Avete capito bene: trecentocinquantamila litri di acqua la giorno. Ora è giusto che gli americani onorino i loro morti come meglio possono e credono, ma noi poveri italiani sull’orlo di un disastro economico (e non solo economico) possiamo permetterceli ettari ed ettari di aiole, rotonde, giardini e parchi a prato inglese?? Evidentemente no!

Mentre un autentico esercito di urbanisti, architetti, ingegneri e geometri riversano quintali di inchiostro verde sui loro progetti (convinti forse che basta colorare di verde un pezzo di carta perché poi sulla realtà si tramuti magicamente in un prato come quello di Buckingham Palace) la triste realtà è quella che vediamo tutti i giorni: degrado, fieno, erbacce… e spazzatura. Non sarebbe il caso di ripensare il nostro concetto di verde pubblico??

Salvatore

Salvatore Antoci