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La Giustizia negata e le responsabilità della politica

giovedì 24 luglio 2008

24 luglio 2008 Oltre a qualche debole atto di presenza e mere dichiarazioni di principio, la politica nel suo complesso si è preoccupata del tema Giustizia più per fare polemica ed accuse che per affrontare la questione.Certo, sono inammissibili e sospette le “scorrerie” da parte del Presidente della Provincia per delegittimare soggetti istituzionali e screditare la stampa, inaccettabili le “visite” di Parlamentari che suonano come indebite pressioni; ma risultano incomprensibili anche gli “scavalcamenti” tra Giudici.Di fatto, però, del sistema giustizia nessuno se ne occupa seriamente. Alcuni magistrati sono stati “dimessi” e rischiamo di perderne altri. Ma non solo settore penale; nel civile la situazione è ben più grave. Insufficienza cronica di magistrati, carico per Giudice di 1500 cause, carenze strutturali ed una situazione del personale da vera emergenza con uffici che rischiano di andare in tilt. Inefficienza e lentezza sono la negazione della giustizia, favoriscono un sistema senza regole, dove regnano clientelismo, raccomandazioni, prepotenze e baronie: terreno fertile per la criminalità organizzata, che aspira a trovare zone franche dove insediarsi. E cosa c’è di meglio di un territorio ai confini di due metropoli, dove puoi contare su un sistema politico “distratto”? Per questo la richiesta al Ministro non deve riguardare solo la situazione della Procura, ma affrontare una condizione di emergenza generale; a Latina servono almeno altri 10 Magistrati, occorre assumere personale per tutti gli uffici e dotare le Forze dell’Ordine di agenti e strumenti.Il vero cambiamento, però, avverrebbe con l’istituzione della sede distaccata della DIA e della relativa Procura, da alcuni invocata ma da nessuno veramente sostenuta.Da troppo tempo c’è una desistenza intollerabile da parte della politica; è venuto il momento di affrontare con decisione e concretezza una situazione che ormai rischia la paralisi. (Giuseppe Pannone)

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