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Acqualatina..un segnale chiaro

domenica 28 gennaio 2007

Circolo Arcobaleno

COMUNICATO STAMPA

Acqualatina: finalmente un segnale chiaro da parte della Regione Lazio.

Ad un anno esatto dalla grande manifestazione, tenutasi il 28 gennaio dello
scorso anno, contro la fallimentare gestione di Acqualatina ed a favore del
ritorno ad una gestione interamente pubblica del Servizio Idrico Integrato,
con la Delibera di Giunta Regionale e la conseguente costituzione in
giudizio davanti al TAR di Latina, è finalmente arrivato un segnale netto e
preciso da parte dell’attuale amministrazione regionale dando ragione alle
nostre battaglie e in favore degli utenti.

Inoltre l’annunciato avvio di una inchiesta per verificare l’operato della
società e dell’Autorità d’Ambito (rappresentata dalla Provincia) è un
passaggio decisivo per risolvere l’intera vicenda.

Da tempo abbiamo segnalato che la “Convenzione di gestione” tra ATO 4 e
Acqualatina era divenuta un mostro giuridico concepito e strutturato a
favore della società, dove gli enti locali e gli utenti venivano considerati
come semplici ratificatori e recettori passivi delle decisioni assunte da
Acqualatina e, per essa, dai soci privati assistiti da una ben individuata
componente politica.

In particolare abbiamo denunciato l’assurdità di quegli articoli,
letteralmente “inventati” dai nostri amministratori dell’epoca, in quanto
risultano inesistenti nello Schema di Convenzione di Gestione approvato con
la Delibera di Giunta Regionale n. 6924 del 4 novembre 1997. Dall’altra
parte risultavano delle omissioni di parti dello schema che risultavano
inspiegabili all’epoca, ma che risultano spiegabilissime alla luce di quanto
è successo.

Nello specifico risultano aggiunti gli articoli:

– 1) il 17 bis, relativo all’equilibrio economico finanziario reso
“obbligatorio” con tale norma (ovviamente a carico degli enti locali e/o
attraverso le tariffe applicate agli utenti); ricordiamo che a fine giugno
2005 tale articolo è stato preso a pretesto da parte di Acqualatina per
mettere “in mora” i sindaci dell’ATO 4, i quali, in precedenza, non avevano
approvato l’articolazione tariffaria proposta dalla società: articolazione
poi ratificata sotto pressione e “con aggiunte” il 28 settembre 2005;

– 2) il 18 bis, relativo al cosiddetto “periodo transitorio” che ha
concesso alla società la possibilità di rinviare gli investimenti fino a
quando non fossero state consegnate tutte le opere e gli impianti dalle
precedenti gestioni, concedendo al contempo ad Acqualatina di eseguire gli
interventi di ordinaria amministrazione; cioè è stata cambiata la gestione e
le tariffe, ma gli interventi sono rimasti gli stessi di prima;

– 3) l’art. 30 bis, concernente astruse “Ipotesi di esonero di
responsabilità del Gestore”, vale a dire che Acqualatina, in base a tale
norma, non potrà essere chiamata in causa per inadempienze riguardanti una
infinità di cause: dalle guerre alle catastrofi naturali, dalle azioni di
terrorismo alla mancanza di precipitazioni atmosferiche, ma anche
(sottolineiamo noi) per eventuali alterazioni riguardanti “le condizioni
del terreno, del sottosuolo, ambientali, geologiche, sismiche, geotecniche,
climatiche, idrologiche e l’esistenza di ostruzioni sotterranee, fossili,
strutture antiche e resti archeologici” dove sono ubicati gli impianti,
senza trascurare eventuali “interruzioni nella fornitura di energia
elettrica” (e i gruppi elettrogeni cosa ci stanno a fare? n.d.r.);

– 4) l’art. 30 ter, riguardante un generico “Aggiornamento del
Piano” (quello stesso Piano che è stato giudicato vincitore perché era il
“migliore” tra quelli predisposti dai soggetti partecipanti alla gara per l’affidamento
del servizio); tale norma, che consente di fatto ad Acqualatina l’imposizione
di una nuova articolazione tariffaria di anno in anno (ovviamente ritoccata
al rialzo), è un pezzo di comicità assoluta perché consente “alla parte
più diligente di inviare una comunicazione scritta all’altra parte (per
implicita ammissione – meno diligente) nella quale si delineano gli scenari
di adeguamento. Tutto quello che è successo in questi anni è frutto di
questa “precisissima” norma inserita nella Convenzione di Gestione tra ATO 4
e Acqualatina , ma inesistente (come le altre norme su indicate) nello
schema approvato a suo tempo dalla Regione Lazio.

Se si aggiunge il fatto che nella Conferenza dei Sindaci del 14 Luglio
scorso sono state apportate ulteriori modifiche alla Convenzione stessa, sia
ottiene un quadro preciso della posizione assunta dall’Avvocatura dello
Stato (non da un “pellegrino” di passaggio) per conto della Regione Lazio, a
sua volta attivatasi dopo nostre insistenti richieste.

Ma i “nostri amministratori locali” hanno voluto mettere mano anche alla
“Convenzione di Cooperazione” tra gli enti appartenenti all’ATO 4; ad
esempio è stato inserito l’art. 6 bis, riguardante il “mitico” Ufficio di
Presidenza, frutto dell’accordo politico tra Paride Martella e Vincenzo
Zaccheo con Claudio Fazione nel ruolo di garante, attraverso il quale è
stato aggiunto un nuovo modulo al “carrozzone”, al solo scopo di produrre i
relativi gettoni di presenza. Tale norma prescrive che in tale Ufficio di
Presidenza, il Sindaco di Latina debba esserne “membro di diritto” così come
il Presidente della Provincia; dove sia l’aggancio costituzionale di una
tale prescrizione non lo sa neanche chi l’ha proposta e chi l’ha ratificata.
Ovviamente di tale Ufficio non esiste traccia nello schema approvato dalla
Regione, così come non esisteva l’ipotesi del “comitato dei Saggi”
deliberato il 28 settembre 2005 per controllare l’attività di Acqualatina
(perché la Segreteria Tecnica evidentemente non era in grado di farlo), ma
mai divenuta operativa.

Finalmente quindi, la Regione Lazio ha compiuto un atto teso ad affermare
che questo è (comunque) uno Stato di Diritto e non una Repubblica delle
Banane dove la maggioranza politica al governo locale, con delle semplici
alzate di mano durante le Conferenze dei Sindaci, modifica a proprio
piacimento ed interesse di parte, leggi regionali e nazionali.

Pertanto è proprio il sig. Cusani Armando, Presidente pro-tempore della
Provincia di Latina, il vero “difensore dell’illegalità” che si stà
realizzando con la privatizzazione (di fatto) del S.I.I. nella nostra zona.
La reale “TRAGEDIA POLITICA” consiste nel fatto di avere politici di tale
calibro; si presentano al TAR per obbligare i Comuni “riottosi” a ratificare
una Convenzione “inventata”, al contempo citano in causa la Regione per
obbligarla a rispettare i propri “dettami” e poi si lamentano se la Regione
stessa risponde dandogli “una legnata giuridica”.

In mano a chi siamo capitati?

Latina , 28 Gennaio 2007.

Il Direttivo del Circolo Legambiente di Latina.

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